Rocca Grimalda

La tradizione agricola caratterizza tuttora il panorama rocchese. La vite è coltivata sulla maggior parte territorio e produce pregiati vini tra i quali spiccano le D.O.C. Dolcetto di Ovada, Barbera del Monferrato, Piemonte Chardonnay e Cortese dell’Alto monferrato.

Il turismo “vive” soprattutto nella stagione estiva, quando sagre, mostre, serate musicali ed enogastronomiche si svolgono ciclicamente culminando nella Festa del folclore e delle tradizioni dove si può gustare la famosa lasagna nella peirbuieira(anche perbureira o perbuiera). La ricetta è rigorosamente custodita nel cuore degli abitanti che anno dopo anno realizzano con orgoglio. La festa si tiene come da tradizione l'ultima Domenica di Agosto ed i 3 giorni che la precedono. Un tempo era un semplice brodo di scarto di quando si facevano bollire i fagioli, poiché I’acqua di bollitura era gustosa ed economica se ne faceva uso di brodo. Col tempo ha assunto una connotazione più gustosa e ricca di sapori. 

Dicevano di Rocca

“Colazione a Rocca Grimalda, formidabile paese dall’aspetto alpestre, tutto di una volta. Anche l’osteria del Cavallino Bianco è così; un’osteria che ormai non cene sono quasi più: accogliente affollatissima, allegrissima. Zuppe di ceci, ravioli, arrosto negli ossetti con crauti e il Dolcetto di Rocca di 14 gradi, davvero “Superiore”: un momento di commozione per tutte le virtù del passato; il vecchio Piemonte sopravvive solo ai confini della regione” MARIO SOLDATI, Vino al vino. Terzo viaggio, Milano, Mondadori, 1976.

Da visitare

Il Castello: dal quale si può ammirare tutta la vallata è ancora il degno custode delle antiche vicende storiche. La struttura originaria risale al XIII secolo; caratteristica la torre circolare a cinque piani con una scala elicoidale ricavata nello spessore delle mura. La struttura, terminata l’originaria funzione prettamente militare, viene trasformata in lussuosa abitazione signorile nel XVIII secolo. Visitabile su prenotazione, attualmente è una residenza di campagna di proprietà privata.

Belvedere Marconi, conosciuto dai rochesi come “la rotonda” piazzale che gode di una visuale assolutamente privilegiata dell'antica Via del sale, ci si arriva passeggiando nei vicoli del borgo storico caratterizzati da suggestivi scorci.

Parrocchiale di San Giacomo Maggiore, di origine romanica, ampliata e rimaneggiata nel corso dei secoli, conserva ancora l’antica facciata inglobata nel muro perimetrale destro con una serie di archi in pietra grigia e parte del basamento originale del campanile. 

Particolarmente interessante è la Chiesa di Santa Limbania in Castelvero: di origine molto antica, potrebbe risalire al castrum bizantino o comunque all’epoca alto-medioevale. E’ un antico e tradizionale centro di devozione; conserva pregevoli affreschi del XVI secolo. La chiesa è stata recentemente oggetto di restauro.

A nord del territorio rocchese è la frazione San Giacomo, nel cui territorio si trovano le cascine Schierano e Zerba e l’antica Savoia Vecchia, ossia la stazione di cambio dei cavalli e locanda situata lungo la strada franca del rio Secco, antica via di comunicazione per il Monferrato e la Francia. Questa strada partiva da Libarna, sulla via Postumia, toccava Gavi, scendeva a Capriata, risaliva il rio Secco nei pressi di San Giacomo e proseguiva per Acqui Terme. 

Sparse per la campagna si trovano numerose edicole votive, oltre alla chiesa campestre dedicata a San Rocco risalente al XVI secolo, e a quella di San Giacomo nell’omonima frazione.

Un pizzico di storia

Sebbene ritrovamenti archeologici, nella piana lungo l'Orba, tra le località San Carlo e Schierano, farebbero risalire i primi insediamenti alla presenza di popolazioni liguri in epoca preromana, le origini del borgo di Rocca Grimalda sono incerte e si confondono nella leggenda. 

Come confermato dall’attuale posizione e conformazione il nucleo sorge come luogo di vedetta a picco su un altura: un borgo fortificato nella zona dell’attuale chiesa di Santa Limbania in località Castelvero (antico Castrum Vetus).

Le prime testimonianze scritte risalgono all'alto Medioevo: nel 963 Rocca Grimalda rientra tra i territori concessi dall'imperatore Ottone ai marchesi Aleramici del Monferrato. Successivamente il paese è oggetto per secoli di contese militari ed economiche e assume funzioni difensive e di controllo, come testimonia ancora oggi la toponomastica del luogo: Torricella (mura), Bastione (fortificazioni nord) e via dicendo. L’abitato già allora occupa la superficie attuale estendendosi all’interno di una cinta fortificata.

Particolarmente dura è l’occupazione francese del 1650 che comporta la distruzione di gran parte della cinta muraria difensiva, durante la guerra di successione austriaca del XVIII secolo, truppe austriache, spagnole e francesi si dettero battaglia per il possesso della rocca.

Dal 1736 Rocca Grimalda entra a far parte del regno di Sardegna e segue le sorti della storia del regno d'Italia.